martedì 18 luglio 2017

L’ultimo manuale di neuroetica esce domani

di Alberto Carrara

Pubblicato dall’editoriale Routledge (© 2018), curato da due donne, la filosofa e bioeticista L. Syd M Johnson e la neuroscienziata e neuroeticista del NIH Karen S. Rommelfanger, uscirà domani in forma cartacea l’ultimo manuale di neuroetica: The Routledge Handbook of Neuroethics. Le 510 pagine del volume attestano questo nuovo sforzo interdisciplinare di riflessione sull’applicazione all’essere umano delle ricerche neuroscientifiche e delle neuro-tecnologie e delle correlative interpretazioni antropologiche ed etiche che è la neuroetica o neurobioetica. 32 capitoli, suddivisi in 4 sezioni o parti, a cui hanno collaborato 61 autori, tra i quali, l’amico e collega Walter Glannon (che ha curato il 21° capitolo dedicato alla tematica del libero arbitrio e gli impianti cerebrali).
Quest’ultimo manuale segue e si aggiunge alla trilogia che va da Neuroethics: defining the issues in theory, practice, and policy (2006, Oxford University Press) curato da Judy Illes; al The Oxford Handbook of Neuroethics (2011, Oxford University Press) curato dalla stessa Judy Illes e Barbara J. Sahakian; sino allo Springer Handbook of Neuroethics (2014, in 3 volumi, 1850 pagine suddivise in 23 sezioni, 117 capitoli!).

The Routledge Handbook of Neuroethics vuol offrire, al lettore esperto e non, una visione globale e ben fondata sulle modalità con cui le scienze riguardanti il cervello umano, le neuroscienze, si interfacciano per cercare di gettar luce e aumentare la comprensione delle questioni filosofiche ed antropologiche più pregnanti: cos’è la coscienza? esiste il libero arbitrio? … chi siamo? 
Questo volume ha anche il pregio di esplorare altri versanti di questo contesto interdisciplinare: estende oltre la clinica e la ricerca neuroscientifica queste domande esistenziali sino a considere il peso delle neuroscienze stesse sulla comprensione della dimensione relazionale e dello sviluppo integrale della natura umana.

Uno dei neuroeticisti contemporanei, Neil Levy, ha definito questo manuale un “compagno stretto” per ogni ricercatore che vuol esplorare i meandri dell’emergente disciplina della neuroetica. Per Levy il volume della Routledge non solo si muove su terreni giovani ma consolidati del dibattito contemporaneo sulle neuroscienze, bensì apre scorci ad un futuro interessante e, si spera, luminoso.

Le quattro parti raccolgono autori consolidati nell’ambito della neuroetica, come pure, giovanissimi ricercatori. Dal delineare l’ambito della neuroetica (prima parte: cos’è la neuroetica?), si considerano le due suddivisioni classiche di Adina Roskies (Neuron 2002) tra etica delle neuroscienze (seconda parte) e neuroscienze dell’etica (terza parte), per giungere alla quarta parte: un allargare l’orizzonte (Expanding the Frame) alle tematiche delle neuroscienze e le questioni di genere, alla neurodiversità, all’approccio metodologico riduzionista RDoC e il suo probabile impatto nella prassi clinica psichiatrica, sino alla cosiddetta neuroetica prenatale e neonatale e alle discussioni relative alle menti animali.

Un volume da aggiungere alla collezione dei manuali sulla neuroetica. 

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